Vaccino gatto, tutto sulle nuove regole

Le linee guida vaccinali stanno cambiando e molti protocolli sono ormai obsoleti. Per questo motivo vogliamo illustrare le nuove linee guida vaccinali WSAVA 2015 in modo da rendere i proprietari di animali a conoscenza di questi nuovi protocolli.

La sigla WSAVA è l'acronimo di World Small Animal Veterinary Association, un'associazione che racchiude i veterinari di tutte le associazioni dei vari paesi nel mondo.

Dall’ultimo congresso WSAVA 2015 è emerso che alcune vaccinazioni non devono necessariamente essere ripetute ogni anno ed i tempi tra una vaccinazione ed un'altra si stanno inesorabilmente allungando. Naturalmente questo non vuol dire che non dobbiamo vaccinare più i nostri gatti, ma che il protocollo vaccinale deve essere studiato per ogni singolo soggetto, in base all’età, alla vita(gatto sempre in casa oppure gatto che esce quotidianamente) e la zona in cui vive l’animale.

Facciamo un rapido accenno alle patologie per cui vacciniamo i nostri gatti, prima di iniziare a parlare dei nuovi protocolli vaccinali.

GATTO

  • Panleucopenia: è una malattia altamente contagiosa e potenzialmente letale, causa vomito e diarrea emorragica con abbattimento generale dell’animale. Anche in questo caso la terapia possibile è quella di supporto, in attesa che l’animale migliori.
  • Calicivirosi: è trasmessa dal calicivirus ed i sintomi sono diversi, abbiamo problemi respiratori, congiuntiviti, febbre, indebolimento. Il sintomo più caratteristico sono le lesioni ulcerose a carico della cavità orale. Queste causano un peggioramento delle condizioni generali dell’animale, in quanto essendo molto dolorose non permettono al gatto di mangiare spontaneamente e spesso in questi casi bisogna passare ad un alimentazione forzata o con sondino esofago-stomico.
  • Rinotracheite infettiva: è un'altra malattia infettiva virale, questa volta sostenuta da un Herpesvirus, colpisce principalmente i gattini di giovane età, mentre negli adulti ha una sintomatologia spesso più blanda. I sintomi principali sono scolo oculo nasale e problemi respiratori.
  • Leucemia Felina(FELV): è causata dal virus della leucemia felina, questa patologia porta ad un abbassamento delle difese immunitarie con conseguenti infezioni secondarie.

Se vuoi conoscere le patologie per cui vacciniamo i nostri cani, ti consiglio il nostro articolo VACCINO CANE, TUTTO SULLE NUOVE REGOLE

Siamo giunti finalmente a parlare di questi nuovi protocolli vaccinali del gatto proposti dalla World Small Animal Veterinary Association(WSAVA), gruppo di studio che fin dal 2007 spinge per un cambio di rotta nei protocolli vaccinali, l’ultimo aggiornamento è del 2015. Resta il fatto che il proprio Medico Veterinario se lo ritiene opportuno può variare il protocollo vaccinale in base al tipo di paziente che ha davanti.

Prima di cominciare dobbiamo distinguere i vaccini in tre sottogruppi(WSAVA):

  • CORE(raccomandati): sono quelli che ogni gatto dovrebbe ricevere indistintamente dalla nazione in cui vive
  • NON CORE(opzionali): sono quelli che in base alla diffusione di alcuni malattie nella zona possono essere fatti oppure no a discrezione del proprio Medico Veterinario.
  • Non raccomandati: quelli per cui c’è una scarsa giustificazione scientifica

Ricordiamo che durante i primi giorni di vita i cuccioli sono coperti dagli anticorpi materni, trasmessi con il colostro(latte delle prime 24/36 ore post gravidanza). DI conseguenza se noi facessimo dei vaccini troppo presto questi verrebbero neutralizzati dagli anticorpi materni e di conseguenza la risposta al vaccino sarebbe scarsa. Per questo motivo le vaccinazioni tendono ad essere maggiori poco dopo la nascita rispetto agli anni successivi. Le nuove linee guida stabiliscono dai 3 ai 4 vaccini nei primi 4 mesi di vita.

LINEE GUIDA – VACCINAZIONE DEL GATTO



Tra i vaccini CORE del gatto troviamo quelli che conferiscono immunità nei confronti di:

  • Panleucopenia Felina
  • Herpesvirus Felino
  • Calicivirus
  • Rabbia(solo in alcuni paesi, NO ITALIA)

Tra i vaccini NON CORE invece abbiamo quelli che proteggono contro:

  • FELV-Leucemia Felina
  • FIV-Immunodeficienza Felina
  • Clamidia Felina
  • Bordetella Bronchiseptica

Tra i non raccomandati, a causa dei pochi studi disponibili, troviamo:

  • FIP-Peritonite Infettiva

E’ importante capire che i vaccini CORE del gatto non danno la stessa protezione di quelli del cane, per questo motivo la WSAVA consiglia di eseguire la vaccinazione annuale nei gatti contro Herpesvirus e Calicivirus in situazioni ad alto rischio.

  • Gatto a basso rischio: è un animale solitario che vive in casa e non viene portato in pensione
  • Gatto ad alto rischio: è un animale che vive con altri gatti ed ha libero accesso all’esterno o viene portato in pensione.

I vaccini contro le malattie respiratorie del gatto(Calicivirus ed Herpesvirus) conferiscono un immunità meno duratura rispetto a quello contro la Panleucopenia.

Il discorso fatto sugli anticorpi materni nel cane vale naturalmente anche per il gatto, l’unica differenza è che il test anticorpale nel gatto non è altrettanto valido, per questo motivo non si conosce esattamente la durata dell’immunità materna. Per questo motivo si stima la durata di quest’ultima intorno alle 8-12 settimane di età. Si consiglia quindi di eseguire il protocollo vaccinale come nel cane, partendo da 8 settimane di età e ripetendo il vaccino ogni 4 settimane fino al raggiungimento delle 16 settimane di età. A questo punto il successivo richiamo potrà essere fatto tra i 6 e i 12 mesi di età dell’animale. Questo discorso vale per i vaccini CORE.

Per quanto riguarda i vaccini NON CORE, quello più utilizzato è quello della Leucemia Felina(FELV) che deve essere valutato attentamente solo nei gatti ad alto rischio. Il vaccino una volta ripetute le due dosi iniziali può essere richiamato una volta l’anno. Prima di eseguire la vaccinazione per FELV è consigliato la prima volta eseguire un test per escludere la presenza della malattia.


PUNTO DI INOCULO VACCINO DEL GATTO

I vaccini nel gatto possono essere la causa di Sarcoma Felino nel sito di inoculo e per questo è molto importante valutare il punto in cui viene eseguito il vaccino. Il pensiero attuale è che con il vaccino ci sia una reazione infiammatoria cronica localizzata che dia inizio ad una trasformazione maligna delle cellule mesenchimali, questo processo però sembra avere anche una base genetica. Sono stati eseguiti diversi studi per cercare un altro adeguato sito di inoculo del vaccino, come gli arti distali, la coda o il torace laterale, attualmente però non abbiamo ancora dati utili per tali pratiche. Sarà sicuramente un argomento su cui verranno fatti ulteriori accertamenti. Resta il fatto che il rischio di Sarcoma Felino è di 1 ogni 5000 soggetti. Un altro consiglio è quello di ridurre al minimo il numero di vaccini.

Avrete sicuramente capito che i protocolli vaccinali sono molto complessi e per questo motivo dovrebbero essere somministrati esclusivamente dal vostro Medico Veterinario evitando di conseguenza il “Fai da Te”. Molti possono essere i motivi per cui un protocollo vaccinale fallisce affidandoci ad un Medico Veterinario riduciamo il rischio che questo possa succedere al minimo. Inoltre è molto importante che il Veterinario esegua un'attenta visita clinica dell’animale prima di eseguire il vaccino.

Se vuoi comprendere in modo semplice le complesse linee guida vaccinali del cane ti consiglio si leggere il nostro articolo: VACCINO CANE, TUTTO SULLE NUOVE REGOLE

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