Le autorità sanitarie e i veterinari della Asl locale hanno posto sotto sequestro e monitorano costantemente tutti i capi dei 500 allevamenti, situati nei comuni della provincia di Sassari, colpiti dal sierotipo 1 della Blue Tongue (Lingua Blu, dal particolare colore assunto dalla lingua cianotica degli animali colpiti in modo più grave). Gli animali già deceduti sono 1.500, 600 dei quali a Ozieri che detiene il triste primato, altre località interessate dall’epidemia sono Tula, Perfugas e la stessa Sassari. La mortalità per fortuna è stimata intorno all’ 1%  tuttavia non bisogna sottovalutare la situazione. Un tavolo di discussione si è aperto tra il Dottor Antonio Fadda, responsabile del servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni zootecniche della Asl, Gavino Zirattu, vicesindaco di Sassari e i rappresentanti della Protezione Civile e del Settore Ambientale al fine di adottare tutte le misure necessarie a tenere sotto controllo e risolvere nel minor tempo possibile la vicenda.

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La Blue Tongue è una malattia dei ruminanti. È conosciuta anche con il nome di Febbre catarrale dei piccoli Ruminanti o Lingua Blu. Il virus appartiene al  genere Orbivirus, alla famiglia Reoviridae e presenta ben 24 sierotipi. Il contagio tra ruminanti non è diretto ma mediante vettore che trasmette il virus da animale ad animale, il vettore in questo caso è un Culicoides, un moscerino ematofago. In pratica il moscerino punge un ruminante infetto per nutrirsi del suo sangue, il virus (presente nel sangue del ruminante infetto) viene risucchiato e si moltiplica nelle ghiandole salivari del moscerino e una volta che l’insetto punge un altro ruminante, il virus viene trasmesso infettando il nuovo ospite. L’incidenza del contagio è maggiore in concomitanza delle alte temperature, dunque, per quanto riguarda l’Italia, in estate.

Il virus ha tempo di incubazione di 7 giorni e una volta in azione colpisce soprattutto l’endotelio dei piccoli vasi sanguigni, provocando trombosi e conseguenti edema e necrosi ischemica dei tessuti. Tra i sintomi annoveriamo febbre, epifora, scialorrea, scolo nasale e zoppìa, oltre a lesioni quali ulcere buccali e nasali labiali e la cianosi (colorazione scura data dal mancato afflusso di sangue e dunque dalla carenza di ossigeno in una zona circoscritta) della lingua. I casi di decesso in seguito alla malattia sono maggiori negli ovini rispetto ai bovini.

E’ importante ricordare che la Blue Tongue non è una zonosi e, pertanto, non infetta l’uomo, tuttavia provoca importanti danni econimici e sofferenze agli animali. Prelievi di sangue per la ricerca di soggetti positivi vengono effettuati regolarmente dagli operatori dell’area A (Sanità Animale) delle Asl del territorio nazionale. Nel caso di accertato focolaio  si procede all’abbattimento, al trasferimento e distruzione delle carcasse.

La normativa riguardante questa patologia è molto vasta in quanto vi è un controllo più che attento e differenziato per regioni e i dati vengono costantemente aggiornati, tra le strategie messe in atto contro tale patologia vi sono diversi protocolli vaccinali e un piano per la sorveglianza entomologica, ideato per far fronte all’aumento degli insetti in certe zone ed in determinati periodi dell’anno, per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento è possibile consultare la Gazzetta Ufficiale online o reperire, sempre in rete, informazioni tramite il sito web dell‘IZS di Teramo, referente per la Blue Tongue.

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