In Tanzania si calcola che gli elefanti siano circa 70/80mila, un quarto della intera popolazione africana. Il bracconaggio è arrivato a livelli allarmanti nel Paese e in quelli vicini: solo lo scorso anno sono stati uccisi nel continente circa 36.000 elefanti. A questo ritmo, stimano gli esperti, si potrebbe arrivare all’estinzione dei grandi mammiferi entro 12 anni.

Secondo il Tanzania Wildlife Research Institute, in Tanzania i bracconieri sono responsabili della morte di 30 elefanti al giorno. Dal 2009 al 2011 il 37 per cento di tutte le zanne di elefante sequestrate sono arrivate dalla Tanzania, il principale esportatore al mondo di avorio illegale in questo momento.

Parlando alla Marcia internazionale per gli elefanti della scorsa settimana, Khamis Kagasheki, il ministro tanzaniano per le Risorse naturali e il turismo, ha detto che il Paese africano ha bisogno di punizioni severe per frenare la caccia di frodo dei pachidermi. Il bracconaggio di elefanti è diventato un problema diffuso in Tanzania tanto che un funzionario ha suggerito un approccio estremo per ridurre il numero di incidenti: sparare ai bracconieri sul posto.

I bracconieri devono essere severamente puniti, perché sono persone spietate che uccidono arbitrariamente la nostra fauna selvatica e, a volte, anche i guardacaccia.

ha detto prima di proporre di “sparare sul posto” agli stessi cacciatori di frodo, secondo il “Tanzania Daily News”.

Kagasheki ha poi sottolineato che i bracconieri non fanno solo male agli animali, ma anche “non esitano a sparare contro una persona innocente che si trova sulla loro strada”. Il ministro è intervenuto dopo aver annunciato che il mese prossimo l’Assemblea Nazionale esaminerà un nuovo disegno di legge che delinea  punizioni più severe per i bracconieri .

I funzionari di tutto il mondo hanno proposto una serie di strategie non convenzionali per contenere le pratiche di bracconaggio: dall’uso di droni all’iniettare veleno nelle corna di rinoceronte. Anche se molti hanno consigliato pene più severe volte a scoraggiare il bracconaggio, gli ambientalisti, tuttavia, hanno contestato l’affermazione estrema di Kagasheki .

E’ importante punire, perché è un deterrente. Ma uccidere i bracconieri non fa parte delle misure che abbiamo sostenuto. E porterebbe ad un’escalation di violenza dei bracconieri.

Già negli ultimi dieci anni in tutti i parchi naturali dell’Africa infatti sono state uccise più di 1.000 guardie forestali, ha detto Bell’Aube Houinato, direttore in Tanzania del World Wildlife Fund, a “The Guardian”. Per poi aggiungere che “è molto difficile controllare chi viene in realtà ucciso”.

Via | nelcuore.org | ansa.it

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