La Leishmania o leishmaniosi canina è una patologia parassitaria trasmessa da un vettore,  il flebotomo. Questo pappataceo è un insetto molto diffuso nell’area mediterranea ed è simile ad una zanzara ma di piccole dimensioni. Il parassita, attraverso il flebotomo, arriva all’ospite definitivo (cane) ed è causa della patologia.

La malattia è causata da un protozoo che si chiama leishmania infantum, ed era, fino agli anni 80, confinata esclusivamente alle regioni meridionali e nelle zone rurali, purtroppo oggi non è più così. Negli ultimi anni, infatti, la diffusione della leishmaniosi canina è stata esponenziale andando a colpire anche le regione del centro e del nord Italia, arrivando persino nelle grandi città.

Essendo questa trasmessa da un flebotomo, i rischi di contagio vanno da Marzo a Novembre e nelle ore serali, periodo in cui è maggiormente attivo il vettore. Per questo motivo, nel periodo dell’anno critico, è fondamentale eseguire una corretta prevenzione.

Vediamo insieme come possiamo difendere il nostro cane dalla leishmania.

LEISHMANIOSI CANINA: LA MALATTIA

Il cane viene punto dal flebotomo che trasmette il protozoo, da quel momento in poi il cane diventerà un serbatoio di parassiti e potrà a sua volta infettare un altro flebotomo che andrà a contagiare un altro cane. Grazie a questo sistema di trasmissione, la leishmaniosi canina ha avuto una diffusione violenta negli ultimi anni.

Attualmente sono colpite tutte le regioni, con maggiore frequenza di casi rilevati nelle zone del sud Italia come Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. Probabilmente a causa del clima più mite che si registra durante tutto l’anno. Per questo motivo si consiglia di eseguire la prevenzione nei confronti della leishmania per tutti i 12 mesi.

Il periodo di incubazione può variare da mesi ad anni, infatti il cane può essere infetto ma non manifestare subito la malattia e questo permette al protozoo di diffondersi ancora meglio.

Oltre al cane, può colpire anche gli animali selvatici ed occasionalmente manifestarsi nel gatto.

LEISHMANIOSI CANINA: SINTOMI

La leishmania nel cane può essere accompagnata con un infinità di sintomi, da lievi a gravi. La conseguenza più frequente è l’insufficienza epato-renale, infatti il parassita si diffonde a fegato e reni che, se non trattati velocemente, possono portare a morte l’animale.

Ad esempio, mi è capitato di visitare cani con piccole lesioni cutanee a livello di arti o di occhi e trovare appunto il parassita all’interno di queste lesioni.

I sintomi della leishmaniosi canina possono essere divisi principalmente in:

  • GENERALI
  • CUTANEI
  • OCULARI

I sintomi generali della sono:

  • Atrofia muscolare;
  • Stato di nutrizione scadente, diminuzione di peso;
  • Inappetenza (l’animale non mangia);
  • Abbattimento;
  • Mucose pallide;
  • Aumento di volume dei linfonodi;
  • Epistassi (sanguinamento dal naso);
  • Febbre;
  • Zoppia e gonfiore articolare.

Per quanto riguarda invece i sintomi cutanei troviamo:

  • Dermatite;
  • Lesioni ulcerate;
  • Lesioni papulari o nodulari;
  • Ipercheratosi naso-digitale;
  • Alterazioni delle unghie.

Ed infine arriviamo ad i sintomi oculari della leishmaniosi canina, quali:

  • Lesioni palpebrali e congiuntivali;
  • Cheratocongiuntivite;
  • Uveite;
  • Lesioni orbitali.

Possono anche essere presenti sintomi gastro-intestinali o neurologici. Capite già da voi che con una lista di sintomi talmente lunga la diagnosi può alcune volte essere complicata. Ma in aiuto a noi Medici Veterinari esistono degli esami o dei test che ci consentono di scoprire se l’animale è infetto, malato o solamente esposto.

LEISHMANIOSI CANINA: DIAGNOSI

Al giorno d’oggi la tecnologia ci permette di fare la diagnosi di leishmania nel cane, abbastanza agevolmente. Viene solitamente eseguito un esame del sangue completo di base, in cui viene valutata la componente rossa del sangue (globuli rossi) e i valori epatici e renali. Questi risultano importanti anche per la prognosi del cane, infatti iniziare la terapia su un animale con un insufficienza renale in atto, diminuisce la probabilità di superare la malattia.

I test che possiamo eseguire dopo gli esami di base comprendono:

  • Test rapido;
  • Elettroforesi;
  • Individuazione del parassita al microscopio (esempio: aspirato di un linfonodo);
  • PCR.

Tutto questo ci permette di arrivare ad una diagnosi di certezza della patologia e di attuare così la terapia migliore per il nostro paziente.

LEISHMANIOSI CANINA: TERAPIA

La terapia per un cane affetto dal leishmania è variabile, infatti dipende molto dallo stato iniziale del paziente. In base alla gravità dell’animale si può considerare di eseguire una fluidoterapia durante i primi giorni come sostegno all’animale.

La terapia può essere eseguita principalmente con due protocolli:

  1. Terapia per bocca, utilizzando la MIltefosina e l’allopurinolo;
  2. Terapia in punture, con l’antimoniato di N-Metilglucammina e l’allopurinolo per bocca.

Questi protocolli vengono decisi dal vostro medico veterinario curante e possono arrivare ad una durata di 60 giorni.

LEISHMANIOSI CANINA: I 7 COSIGLI DEL VETERINARIO PER PREVENIRLA

  1. Nelle regioni del sud Italia si consiglia una terapia di prevenzione del parassita durante tutto l’anno;
  2. Se l’animale vive all’esterno, è consigliabile farlo dormire all’interno dell’abitazione durante le ore notturne;
  3. Evitate le passeggiate in tardo pomeriggio, quando il sole tramonta;
  4. Fate uso di prodotti repellenti, naturali e farmaceutici (spray, Spot-on, collari);
  5. Nelle zone endemiche, dove la malattia è molto diffusa, prendete in considerazione, insieme al vostro veterinario, la vaccinazione;
  6. Eseguite dei controlli ogni anno nelle aree in cui la patologia è molto diffusa e ogni due/tre anni nelle zone meno colpite;
  7. Se il cane è infetto dal parassita, utilizzate prodotti repellenti tutto l’anno per prevenire la diffusione della patologia.

Qualsiasi protezione voi utilizziate non possiamo avere la certezza che il nostro cane non prenderà mai la malattia, ma sicuramente possiamo ridurre drasticamente le possibilità.

Se volete approfondire ancora di più l’argomento vi rimando all’articolo della Dr.ssa Alessia Antonini:

LEISHMANIA NEL CANE: APPROFONDIAMO LA PATOLOGIA A 360°

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