I vermi nel cane sono dei parassiti intestinali che vivono sfruttando le risorse dell?ospite scelto per trarne un vantaggio, ovvero il nutrimento e la protezione necessari per la loro riproduzione e il passaggio in un altro ospite.
I parassiti intestinali sono detti endoparassiti perché nello specifico vivono e si riproducono nell?apparato digerente del cane, per poi essere eliminati con le feci e, lasciati nell?ambiente, sono così liberi di trovare un altro ospite. Gli ospiti in questione sono soprattutto i nostri animali da compagnia, in quanto interagiscono con l?ambiente e tra di loro tramite l?olfatto e il lambimento e, per quanto non si voglia credere, hanno una ?scarsa igiene personale? e non si fanno problemi a mangiare quello che trovano.
Bisogna anche sottolineare che alcuni parassiti hanno la necessità di un cosiddetto ospite intermedio per completare il proprio ciclo vitale e per poter essere in grado finalmente di infestare l?animale. Molto spesso quindi la contaminazione avviene oltre che per contatto con le feci di un altro cane o gatto infetto anche per ingestione di questi ospiti intermedi quali possono essere appunto pulci o pidocchi per esempio o per ingestione di carne di erbivori o onnivori, come di bovino, suino o roditore.

VERMI NEL CANE – DIAGNOSI E SINTOMI

Non sempre i parassiti intestinali lasciano tracce, i cani adulti possono risultare asintomatici. Quando la carica parassitaria è elevata possiamo ritrovare i parassiti direttamente nelle feci o riconoscerli attaccati al pelo nella zona perianale. Alcuni parassiti intestinali sono vermi lunghi e bianchi altri possono assomigliare a dei chicchi di riso, altri invece sono addirittura troppo piccoli per essere visti ad occhio nudo ma solo tramite un microscopio oppure tramite dei test rapidi che riconoscono determinate parti del parassita, più precisamente di natura proteica (chiamate antigeni) con una reazione chimica, che colora o meno il test.
Il sintomo più evidente, che notiamo, è la diarrea o comunque il cambio di consistenza delle feci. Inoltre Il parassita intestinale con la sua permanenza cronica nell? apparato digerente dell?ospite entra in conflitto con la microflora batterica saprofita, con gli enzimi digestivi causando una perdita di peso, un abbassamento delle difese immunitarie e un abbattimento generale dell?animale. I danni alla salute dell?animale sono comunque rapportati sempre all?età e allo stato di salute generale: creano maggiori complicanze soprattutto in cuccioli, anziani o in pazienti che già presentano particolari patologie. Inoltre si deve considerare la carica parassitaria, ovvero la quantità di parassiti presenti nel tratto digerente.
La diarrea, anche a seconda del parassita responsabile, può presentare tracce di sangue, essere accompagnata da
  • vomito;
  • inappetenza;
  • perdita di lucentezza del pelo;
  • gonfiore addominale;
  • prurito nella zona anale.
  • Si può notare anche un odore dell? alito rancido, come di aglio.

TUTTI I VERMI NEL CANE – CLASSIFICAZIONE

Prenderemo in considerazione solo tre grandi gruppi o phylum di parassiti: gli elminti (nematodi e cestodi) e protozoi.

VERMI NEL CANE – NEMATODI

I nematodi sono elminti dall?aspetto tipicamente tondeggianti in sezione trasversale e sono i vermi nel cane più frequenti; appaiono come vermi lunghi e sottili come spaghetti. Si considerano di questo gruppo di elminti, i generi più importanti che parassitano il tratto digerente dell?ospite: Toxocara, Anchilostoma e Trichuris.

I parassiti del genere Toxocara possono infestare gravemente i cuccioli prima della nascita, ancora nell?utero o durante l?allattamento e gravi forme di infestazione possono manifestarsi prima di poter diagnosticare la presenza di uova all?esame delle feci.

Per questa ragione i cuccioli dovrebbero essere trattati con antielmintici appropriati già a 2 settimane di vita e il trattamento a seconda delle istruzioni riportate nelle indicazioni del prodotto. Anche le madri, cagne e gatte dovrebbero essere trattate con i cuccioli perchè possono sviluppare infestazioni nel post-partum e durante la lattazione.
Infestazioni da Toxocara spp. possono insorgere anche in cani e gatti in età adulta, dove spesso danno una sintomatologia più blanda e di poca importanza clinica.
Prima di diventare adulte le larve compiono una migrazione attraverso l?organismo. Quindi una parte rimane inattiva sotto forma di cisti in vari organi, un?altra parte migra nell?intestino dove le femmine arrivano a produrre fino a 200?000 uova al giorno. La trasmissione principale, oltre a quella verticale, dalla madre, avviene attraverso l?ingestione delle uova presenti nell?ambiente contaminato dalle feci infette e resisteranno anche per diversi mesi.

Le forme adulte di Anchilostoma per il loro sostentamento si attaccano alla parete intestinale, nutrendosi di sangue. Qui producono le uova che verranno eliminate con le feci. Proprio per la loro forma aggressiva di nutrimento sono difficili da debellare e causano nell?ospite una perdita di sangue cronica fino all?anemia.

I nematodi appartenenti al genere Trichuris (dal greco trichòs = capello) sono detti ?vermi a frusta? per il loro aspetto affusolato. Comprendono specie a distribuzione cosmopolita che infestano ovini e caprini (Trichuris ovis e T. skrjabini), bovini (T. globulosa e T. discolor), suini (T. suis), gatti (T. serrata), cani (T. vulpis) ed uomo (T. trichiura). Infestano gli animali di tutte le età. Il loro ciclo è molto simile a quello degli Anchilostomi. Si nutrono anche questi di sangue e depositano le loro uova nell?apparato digerente, per essere eliminate con le feci e rimanere nell?ambiente resistenti anche per diversi anni. Alcune specie si trasmettono all?uomo, anche il Trichuris Vulpis, eliminato dal cane.

VERMI NEL CANE – I CESTODI

I cestodi, insieme ai trematodi appartengono al phylum di platelminti, sono appunto vermi nel cane patti, perché il loro corpo è appiattito in senso dorso-ventrale. Il corpo del cestode è costituito da una testa (scolice) seguito da un collo e da una catena di segmenti chiamate proglottidi. Le proglottidi vengono continuamente prodotte dalla regione del collo e divengono mano a mano mature sessualmente pronte per essere eliminate con le feci o rimanere attaccate al pelo. Nell’ambiente esterno verranno liberate le uova all’interno della proglottide per suo disfacimento. Il cestode che parassita il cane e il gatto più comunemente è il Dipylidium Caninum, le quali proglottide possono essere visibili ad occhio nudo, assomigliano a dei chicchi di riso bianchi e si muovono nella regione perianale.

La trasmissione avviene tramite ingestione di pulci, in quanto compiono uno stadio larvale nella loro cavità addominale. Le forme adulte poi si nutrono nell’apparato digerente degli animali domestici e le proglottidi verranno liberate con le feci, rimanendo anche attaccate al pelo nella regione perianale. Qui possono causare prurito con conseguente sfregamento continuo della regione. I generi Taniae ed Echinococcus comprendono diverse specie che prendono il nome sia dalle loro caratteristiche morfologiche che dal loro ospite intermedio. Infatti le loro uova devono essere ingerite da un ospite intermedio che può essere, a seconda della specie di parassita o un erbivoro o un roditore; al loro interno migrano fino a raggiungere muscoli o organi dove creano delle cisti. I carnivori domestici, così nutrendosi di carcasse o di carni poco cotte ingeriscono la cisti e continueranno il ciclo biologico del parassita, consentendo lo sviluppo nel proprio apparato digerente della forma adulta con produzione delle proglottidi, pronte ad essere nuovamente eliminate con le feci per parassitare un nuovo ospite intermedio.

VERMI NEL CANE – I  COCCIDI

La coccidiosi è una malattia molto frequente nei cani, è provocata da organismi unicellulari, protozoi che per l’appunto si chiamano Coccidi, che vivono e si riproducono nell’intestino nei carnivori domestici.. Rappresentano la causa più comune di malattia nei cuccioli e negli animali adulti con sistema immunitario compromesso. Negli animali domestici in questione troviamo solitamente coccidi del genere Isospora canis e Isospora ohioensis. Tale malattia dunque nei cani adulti non comporta rischi seri: diventeranno solo portatori sani del parassita.

Il contagio della coccidiosi avviene attraverso le feci di un animale infetto. E’ nell’intestino infatti che i protozoi si moltiplicano e sviluppano cisti che vengono poi espulse con la defecazione. I cuccioli sotto i 6 mesi di vita in genere vengono contagiati dalla mamma. Ma anche da altri animali se questi vivono in condizioni igieniche precarie o comunque di affollamento, come in un canile, in un allevamento, ricoveri o ospedali per animali. In questi contesti vanno isolati i cani infetti. Dal contagio allo sviluppo della malattia occorrono circa 12-15 giorni.

Il sintomo più evidente di questa parassitosi è la diarrea, che può essere lieve o grave. All’interno delle feci possono anche trovarsi sangue e muco, soprattutto se la malattia è in stato avanzato. Se questa non viene diagnosticata e curata per tempo, può anche essere letale: arrivano vomito, perdita d’appetito e di peso, e disidratazione. Se la diarrea o le feci molle si sviluppano in un cane sotto i sei mesi di vita, la prima cosa da fare è l’esame delle feci microscopico per una diagnosi specifica, atta ad individuare il parassita in questione e dunque a procedere con la terapia adeguata.

Fondamentale è ricordare che la coccidiosi è curabile, attraverso dei farmaci specifici, dei sulfamidici che vanno somministrati per due o tre settimane. Possono essere necessari anche antibiotici in caso di sovrainfezioni batteriche e sostanze reidratanti. I coccidi dei cani non provocano parassitosi nell’essere umano.

VERMI NEL CANE – LA GIARDIA

L’infestazione da Giardia è molto diffusa, può colpire anche l’uomo, causando problemi enterici anche piuttosto seri specie nei cuccioli e nei bambini. Quindi, nonostante la Giardia si trovi praticamente ovunque, è caldamente consigliabile rispettare norme igieniche piuttosto rigorose qualora si abbia un cane in cui è stata diagnosticata la malattia. Bisogna lavarsi accuratamente le mani dopo la rimozione delle feci ed è consigliabile evitare di portare i cani in luoghi frequentati dai loro simili, specie se cuccioli (parchi, campi di addestramento ecc.).

Il tipo di Giardia che infesta cani e persone è la Giardia Lamblia. La G. Lamblia, oltre a cane e uomo, può infestare cavalli, bovini, suini e gatti. Sia nell’uomo che nel cane, fortunatamente, la Giardia è spesso ben tollerata e asintomatica: la vera e propria malattia, detta giardiasi, si manifesta solo nel 10% dei soggetti infestati. Oltre alle feci, terreno e acque possono essere contaminate da forme attive di Giardia (trofozoiti) incistate, che possono sopravvivere nell’intestino per alcune settimane e vengono espulse a ritmo intermittente. I soggetti parassitati (sintomatici o asintomatici) eliminano con le feci una grande quantità di cisti (fino ad un milione per grammo di feci) per diversi mesi. I trofozoiti sono ben difesi dagli agenti esterni e quindi perdurano a lungo nell’ambiente: quando vengono ingeriti, però, i succhi gastrici rompono le pareti della cisti e il parassita viene liberato. A questo punto va a colonizzarsi nell’intestino tenue e a volte (più raramente) anche nel crasso: se l’infestazione è massiva diventa ben presto sintomatica. I protozoi aderiscono sulla superficie della mucosa intestinale, senza penetrarvi, provocando un’interferenza nei meccanismi fisiologici di assorbimento. I sintomi sia nell’uomo che nel cane il sintomo principale è la diarrea intermittente, accompagnata da dolori addominali, feci maleodoranti e di scarsa consistenza, flatulenza, malassorbimento intestinale e, nei casi più gravi, febbre, vomito, anemia, steatorrea (presenza di grasso nelle feci), diminuzione del peso corporeo. In pazienti immunocompromessi possono verificarsi anche manifestazioni extraintestinali quali orticaria, dermatite, artrite, affezioni delle vie biliari.

Le cisti di Giardia Lamblia possono essere identificate all’esame microscopico diretto delle feci, sia a fresco (poco attendibile) che mediante tecnica di flottazione con solfato di zinco, che permette di evidenziare le cisti. Poiché l’escrezione del parassita avviene in modo intermittente, in caso di dubbio è bene ripetere l’esame delle feci in giorni diversi. Un altro metodo diagnostico è il riconoscimento degli antigeni del protozoo attraverso un test immuno-enzimatico (ELISA).

Per il trattamento nel cane sono indicati antibiotico o combinazione di antielmintici: metronidazolo, fenbendazolo, l’associazione Febantel-Pirantel-Praziquantel. Per la disinfestazione ambientale, caldamente consigliata in presenza di un animale infestato e di altri soggetti a rischio, si può utilizzare ammoniaca: per l’inattivazione delle oocisti è necessaria la sospensione in soluzione al 5% per 20 minuti.

VERMI NEL CANE – SONO PERICOLOSI PER L’UOMO?

Numerosi elminti e protozoi vivono nel tratto gastro-intestinale dei cani eliminando i loro elementi (uova, larve, oocisti etc.) nelle feci dei cani in modo che nell’ambiente diventano disponibili per un nuovo ospite. I luoghi pubblici come aree gioco, parchi, giardini, piazze e sabbiere dove vengono depositate le feci dei nostri cani o gatti, sono un’importante fonte d’ infezione, anche per l’ uomo. Le misure di prevenzione includono:

  1. il rispetto delle norme di igiene personale;
  2. il controllo delle infestazioni parassitarie negli animali verso gli endo e gli ectoparassiti;
  3. la raccolta regolare delle feci per ridurre la contaminazione ambientale da parte di forme infestanti;
  4. minima esposizione dei bambini ad aree potenzialmente contaminate;
  5. l’utilizzo di carni cotte o industriali per prevenire le infestazioni trasmesse per ingestioni di carne cruda;
  6. gli animali inoltre non dovrebbero avere accesso a carcasse di animali, a roditori e avere a disposizione acqua sempre fresca;
  7. il controllo delle infestazioni elmintiche tramite misure preventive e di trattamento;
  8. essere consapevoli dei rischio di infestazione e delle possibili misure di controllo.

Le persone a contatto con animali che possono essere fonte di zoonosi parassitarie dovrebbero essere informate del rischio, con particolare riferimento a situazioni quali gravidanza, stati di immunodepressione o altre patologie che possono aumentare il rischio. Queste informazioni vengono fornite dai medici e dai veterinari a chiunque le richieda, indipendentemente dalla storia clinica del cliente e/o della sua famiglia. Il controllo deve essere mantenuto per tutta la vita dell’animale, perchè sebbene i cuccioli siano a maggior rischio nei confronti di alcuni malattie parassitarie, il rischio si mantiene per tutte le età, anche negli adulti. Particolare attenzione deve essere posta nei confronti di persone immunocompromesse quali

  • donne in gravidanza;
  • persone anziane;
  • persone con infezioni HIV;
  • persone che abbiano subito trattamenti chemioterapici, trapiantati o trattamenti per malattie autoimmuni.

Si consiglia sempre quindi di non sottovalutare i casi di diarrea e quando si porta in visita il proprio animale dal veterinario di fiducia di portare le feci della giornata per escludere subito i diversi parassiti.

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